Google+ Followers

domenica 25 ottobre 2009

ASCOLI P./ PETRELLI, EX DC: NO A FILTRO WEB COMUNALE, MA AIUTI ALLE FAMIGLIE

(PRESSOFF.INFO) ASCOLI PICENO, 26 OTT. – Se invece che su FaceBook i protagonisti del presunto stupro si fossero conosciuti in un locale pubblico il sindaco di Ascoli, Guido Castelli, ne avrebbe disposto d’ufficio la chiusura? E se si fossero conosciuti in piazza, avrebbe ordinato il coprifuoco? Se addirittura si fossero conosciuti a scuola, che avrebbe fatto? Le misure restrittive annunciate dal Sindaco dimostrano purtroppo l’evidente distacco dalla realtà di certi Amministratori, che invece di affrontare in concreto e con competenza problematiche gravissime preferiscono trincerarsi dietro castelli di carta. Un’Amministrazione virtuosa invero, come ha ricordato il nostro Vescovo, Sua Eccellenza Silvano Montevecchi, in un recente intervento, dovrebbe investire materialmente nell’educazione dei giovani: “al rispetto delle regole del giusto e del bene per affrontare un'esistenza ed un futuro, sereni e coscienti, nella piena conoscenza del saper vivere nella società umana”. Ad affermarlo è l’autonomista, segretario comunale dell’ex DcA, Francesco Petrelli, una volta appresa la notizia che l’Amministrazione comunale vorrebbe acquistare un filtro per Internet.
“Chat e comunità on-line – aggiunge Petrelli - sono sempre stati luoghi d’incontro, tanto quanto lo sono i locali pubblici, le discoteche e le piazze. Inibirne l'utilizzo prendendo spunto da un drammatico fatto di cronaca equivale al voler curare una polmonite con un aspirina. Piuttosto che riempirsi la parola di belle parole, populisticamente demonizzando la tecnologia, ma dando purtroppo solo l’impressione di voler contenere in un bicchiere un oceano, il Sindaco ed il suo fido Assessore ai Servizi Sociali, Donatella Ferretti, farebbero meglio ad investire i soldi dei contribuenti in formazione, scuola, sport, associazionismo ma soprattutto nella famiglia”.
“La regolamentazione degli accessi a Fb, Youtube, ecc. – ancora l’ex DcA -, nelle strutture lavorative comunali e comunque pubbliche è indubbiamente un tema da affrontare. Del resto anche in molte aziende private certi siti non sono raggiungibili se non a fini lavorativi. Per famiglie ed utenze private, il problema non dovrebbe addirittura sussistere. Sui pc c’è il parental control oltre a diversi software gratuiti che permettono di bloccare certi accessi. Serve solo che i genitori s’interessino al problema ed operino un normale controllo. Per chi non ha i genitori attenti di trucchi, per aggirare le restrizioni ve ne sono a bizzeffe ed ecco che il filtro, che dovrebbe far dormire sonni tranquilli a papà e mamma, andrebbe a farsi friggere. Altro che obbligare tutti ad installarlo. E con gli accessi dai telefonini, poi, come la mettiamo?”“Le colpe insomma – conclude Petrelli - non sono da additare né a Facebook né a Youtube. Internet non è altro che lo specchio del mondo. Il problema è solo la carenza di valori. Valori che alcune famiglie oggi non riescono più a trasmettere ai propri figli che quindi crescono maleducati e senza alcuna remora morale”.

Nessun commento: