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domenica 8 novembre 2009

ASCOLI P./ BASKET, CEMPINI ANNIENTA L’F&P LECCE

ASCOLI TOWERS – F&P LECCE: 83 - 55
ASCOLI: Cempini 32, Pecchia 5, Roberti 9, Quarchioni 5, Fillari 7, Aniello 9, Di Silvestro, Elia 9, Almeoni e Negrini 7. Coach: Maurizio Caponi.
LECCE: Paiano 12, Silvestri 6, Ferilli D. 2, Ferilli G. 4, Mozzarella 2, Durini 5, Albana 5, Benzio 6, Di Leonardo e Rossi Posse 13. Coach: Alessandro Laudisa.
ARBITRI: Ciandrini di Monsano/AN e Collesi di Pesaro/PU.
NOTE: parziali 23-11, 16-8, ..23-22 e 21-14.
(PRESSOFF.INFO) ASCOLI PICENO, 07 NOV. – Gara senza storia quella che ha visto l’Ascoli imporsi sul Lecce per 83 a 55. Addirittura i vent’otto punti di scarto potevano essere molti di più se negli ultimi 5 minuti dell’incontro il coach ascolano, Maurizio Caponi non avesse dato ampio spazio alle seconde linee. Che si sarebbe trattata di una passeggiata per gli uomini di un sempre più raggiante presidente Luigi Prevignano lo si era capito già sin dalle prime battute. Presi per mano da un Andrea Cempini ancora una volta in versione Tutankhamon i locali partono con un perentorio 8 a 0. La partita praticamente finisce lì. Per fortuna a giustificare il prezzo del biglietto c’è Cempini che sfoglia ancora qualche altra pagina del manuale del basket e strappa applausi quasi ogni volta che la palla a spicchi gli passa per le mani. Per la Torre di Pisa c’è anche l’occasione di una schiacciata da All Star Game. A ritagliarsi uno spicchio di palcoscenico tra i padroni di casa però sono anche stati il muscolare Jacopo Roberti ed il tuttofare Daniele Aniello. Il primo ha condito i 9 punti iscritti a referto con altrettanti imperiosi rimbalzi. L’altro è risultato una spina nel fianco della difesa ospite risultando quello più bersagliato dai loro falli. Sul conto degli ospiti c’è purtroppo ben poco da dire. Dal Rossi Posse che ricordavamo primo cambio di Enzino Esposito nella Caserta dei miracoli, sinceramente ci aspettavamo di più. Quantomeno l’avremmo voluto vedere maestro di un orchestra che però, almeno per quello visto ad Ascoli, ha davvero troppi strumenti stonati. L’unico, seppur a sprazzi, a intonare qualcosa è stato l’ala pivot Alessandro Paiano Amoroso che dagli anelli ha tirato giù anche una decina di rimbalzi. Per la dirigenza locale, dal team manager Francesco Florio al ds Pietro Bassi passando per il segretario Carlo Orlandi, il consigliere Alvaro Cavatrunci eppure il medico Marco Di Battista, si è trattata indubbiamente di una serata di giubilo che cancella l’amaro della pesante sconfitta rimediata a Termoli con la locale corazzata.

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