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domenica 21 marzo 2010

ASCOLI P./ TOWERS, VITTORIA DALLE EMOZIONI FORTI CONTRO IL PESCARA

ASCOLI TOWERS – PALLACANESTRO PESCARA: 94 – 81 d. 1. t. s.
ASCOLI: Cempini 35, Pecchia 13, Roberti 4, Quarchioni 5, Fillari 6, Aniello 4, Di Silvestro, Elia 9, Almeoni e Tortolini 18. Coach: Maurizio Caponi.
PESCARA: Di Marco, Scavongelli 18, Grosso 3, Morè, Diener 8, Leonzio 12, Di Melchiorre, Di Carlo 7, Di Carmine 18 e Salvatore 15. Coach: Paolo Nardecchia.
ARBITRI: Giuseppe Schiano Lomorriello di Pontedera/LI e Francesco Martelli di Rosignano/LI.
NOTE: parziali 22-19, 13-20, 11-20, 23-10 e 25-12.(PRESSOFF.INFO) ASCOLI PICENO, 21 MAR. – Vittoria dalle emozioni forti, anzi fortissime, quella condotta in porto dall’Ascoli Towers contro la Pallacanestro Pescara. Gli ascolani hanno avuto la meglio sugli Abruzzesi al termine di un over-time in cui il califfo Andrea Cempini ha voluto caricarsi letteralmente sulle spalle la squadra portandola ad una vittoria che non può che far ben sperare per il futuro. Pensare che a poco più da un minuto dalla fine dei tempi regolamentari, con i Pescaresi saldamente sul più 10, dalle parti della panchina di coach Nardecchia c’era chi se la rideva di gran lena. Invece il coach Caponi c’ha messo davvero lo zampino ed in timeout di quelli, dove la tensione si tagliava con il coltello, è riuscito ad impostare un’autentica svolta. Ad aprile le danze della disperazione era una tripla di Elia, che fino a quel momento era la brutta copia di quel cecchino che si è abituati a vedere. A chiudere il gran ballo era però Tortolini che arpionava un rimbalzo d’attacco dopo un libero appositamente sbagliato e sanciva la parità sul 69 a 69. Nel supplementare gli ospiti non avuto neanche il tempo di accendere il gas e mettere la pentola sul fuoco perché il califfo Cempini, che nell’ultimo quarto di gioco si era prasticamente trascinato sul parquet, decide che al PalaBasket di Via Spalvieri non ce n’è più per nessuno. Servito in posizione di post basso, giro e tiro sul fondo da manuale, e per quattro volte consecutive brucia la retina. Sull’ultimo tiro subisce anche fallo dal temuto avversario diretto Rudy Diener, che nonostante le roboanti premesse ha fatto vedere ben poco la sua arte ad Ascoli, forse troppo preso dal vero e proprio clinic organizzato, diretto e soprattutto finalizzato dal Califfo. Alla fine la festa per gli Ascolani è stata grande perché per come erano andate le cose dopo l’intervallo in molti, e non solo tra il pubblico, s’erano rassegnati. Complice anche una condotta arbitrale discutibile che ha destato non poche perplessità in un parterre candidato davvero alla Coppa fair-play. Per quanto riguarda gli scudi finali. Tra gli ascolani c’è sicuramente Cempini, seguito da Tortolini, mentre importanti note di merito se le aggiudicano: Pecchia, freddissimo ai liberi quando il coach ospite aveva originalmente deciso di battezzarlo; ed Elia quantomeno per la tripla in contropiede che ha suonato la carica. Chi non ha superato l’esame stavolta è stato Fillari, partito bene con una tripla poi apparso totalmente con la testa altrove andando a commettere un fallo tanto dubbio quanto esagerata è stata la reazione alla sanzione comminatagli, dopo che si era già beccato un fallo tecnico per sterili proteste. Sul fronte abruzzese ci è piaciuto, ma non troppo il tanto decantato Di Carmine, mentre ci ha sorpreso in positivo Salvatore, che per fortuna degli ascolani ha scaldato a lungo la panchina. Assolutamente delusi da Diener, arrivato ad Ascoli come il pericolo pubblico numero 1 e ripartito come colui che sul più 10 ha graziato i padroni di casa.

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