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lunedì 28 marzo 2011

PICENO/ PETRELLI, UDC: “AUTOVELOX, L’INCOERENZA DI PDL E PD”


(PRESSOFF.INFO) ASCOLI PICENO, 29 MAR. – “Più che il Popolo della libertà il Pdl piceno farebbe bene a chiamarsi il Popolo dell’incoerenza. Per gli amministratori berlusconiani ascolani gli autovelox non sono un modo per fare cassa, per i seguaci del Cavaliere ad Offida sono un ulteriore tassa sui cittadini”. A rilevarlo è il coordinatore di Ascoli dell’Unione di centro, Francesco Petrelli. “Se non si trattasse di soldi dei cittadini – afferma Petrelli - sarebbe solamente curioso constatare come, a pochi chilometri di distanza, amministratori, dirigenti ed eletti dello stesso partito si battano animosamente nella difesa d’idee praticamente opposte sugli autovelox. Invece è drammatico constatare come oggi la giunta dell’Amministrazione provinciale di Ascoli, a guida Pdl, pur di fare cassa, sia pronta a rinnegare quanto sostenuto ad Offida dai massimi dirigenti dello stesso partito, tra cui il coordinatore provinciale, Luigi Citeroni, nemmeno 2 mesi fa. Se per l’assessore provinciale al bilancio del Pdl, Vittorio Crescenzi, “l’installazione degli autovelox non è in alcun modo una maniera per fare cassa, ma solo per migliorare la sicurezza stradale”, per il consigliere comunale dei belrusconiani offidani, Marcello Camela, invece, “è evidente che lo scopo non è la prevenzione, quella dell'autovelox non è che un'ulteriore tassa sulle spalle dei cittadini che lavorano”. "Un obrobrio morale” era il commento di Citeroni rincarato da quello del leader affidano del Pdl, Simone Corradetti, che sentenziava: “I conti non si devono far pagare alle famiglie”. Per coerenza, onestamente, non si distinguono nemmeno quelli del Pd, che sbraitano, giustamente, contro Piero Celani, che non si farebbe più di tanti scrupoli a mettere le mani nei portafogli dei Piceni, ma ai consistenti introiti dell’autovelox sulla Valtesino non rinunciano di certo”. “Senza sindacare che questi misuratori di velocità dei veicoli – prosegue l’esponente del partito di Pierferdinando Casini - hanno effettivamente un incidenza positiva sulla sicurezza stradale, in questo particolare momento di sofferenza economica per i cittadini, ben altri potrebbero essere gli interventi per modificare i fattori di rischio, in particolare per gli utenti non motorizzati. Dall'illuminazione, peraltro regolamentata da normative, leggi e documentazione tecniche specifiche, a corsie separate come piste ciclabili, sottopassi e ponti, passando per barriere per i pedoni, che impediscano l'attraversamento pedonale ove s’incrociano più di due vie; campagne di consapevolezza sul traffico; attraversamenti pedonali obbligatori, nonché procedure, come i dossi rallentatori”. “Gli interventi di separazione del traffico pedonale e ciclabile da quello automobilistico, però, se mal progettati, come ad esempio nel caso della pista in corso Vittorio Emanuele ad Ascoli, possono portare a penalizzare ulteriormente gli utenti deboli della strada, costringendoli a compiere percorsi più lunghi ed a dare la precedenza ad ogni intersezione. In particolare, una pista ciclabile mal progettata può essere ancora più pericolosa della strada, a causa delle intersezioni con vie laterali e passi carrabili a scarsa visibilità, o quando viene realizzata a fianco di un'area di parcheggio parallela alla strada. Questo accade tipicamente quando gli interventi sono guidati dal desiderio di "togliere dalla strada" gli utenti lenti, permettendo l'aumento della velocità”. “Insomma – conclude Petrelli –, per il bene dei cittadini Piceni e non solo, il presidente della Provincia, Piero Celani, rinunci a voler far assolutamente cassa con gli autovelox ed il sindaco di Offida, Valerio Lucciarini De Vincenzi, dia il buon esempio rinunciando ai suoi apparecchi di rilevamento automatico”.

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