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martedì 26 agosto 2014

ASCOLI/ SC: "BENE SINDACO, AREA FLORO-FAUNISTICA MODELLO DA ESPORTARE"

L'area floro-faunistica di Monterocco nel suo splendore

"Urbanizzazione e biodiversità a Monterocco. La Città del futuro sarà più verde ed autosufficiente"

(PRESSOFF.INFO) ASCOLI PICENO, 26 AGO. - "Nel prossimo futuro, le aree urbane potrebbero ricoprire un ruolo inaspettato nell’attenuazione del cambiamento climatico e nella conservazione della biodiversità. Lo sa bene il sindaco di Ascoli Piceno che con un’attenta progettazione delle aree verdi urbane sta trasformando Ascoli in un serbatoio di vegetazione in grado di mitigare le emissioni di gas serra e contrastare la frammentazione degli habitat che porta alla scomparsa delle specie". Ad affermarlo è l'incaricato provinciale di Scelta Civica, Francesco Petrelli. "Un esempio tangibile ormai da anni - spiega -, dell'operato di questo sindaco del "fare" è l'area di tutela floro-faunistica che sorge a Monterocco nei pressi del cimitero tra il tracciato della circonvallazione ed il terreno ove sorgerà il grande insediamento d'edilizia convenzionata. Si tratta di un vero e proprio hotspot di diversità biologica come il Table Mountain National Park di Città del Capo, il Sanjay Gandhi National Park di Mumbai e il National Urban Park di Stoccolma. Con la realizzazione di quest'area dove albergano specie in via d'estinzione in Città come i simpatici e graziosi roditori della famiglia delle Muridae il sindaco ha mostrato, qualora ve ne fosse ancora bisogno, tutta l'efficacia della sua amministrazione dello spazio urbano. Un azione che considera le connessioni di risorse che collegano la Città agli ecosistemi al di fuori dei confini urbani, favorendo la continuità fra zone verdi antropiche e naturali. A tal fine sono stati approntati strumenti finanziari mirati che avranno ripercussioni positive anche sull'occupazione, ma soprattutto una legislazione adeguata". "Le immagini dell'area - conclude Petrelli -, da far invidia a città come Todmorden (Gran Bretagna), Almere (Paesi Bassi) o Monaco di Baviera (Germania), ma anche a metropoli mondiali, come Londra, New York, Montreal e Kampala, che si sono solo avventurate verso una prima trasformazione, dovrebbero essere davvero d'esempio anche per tanti altri amministratori italiani".

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