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sabato 10 gennaio 2015

RIPATRANSONE/ UN NUOVO CENTRO DI RICERCA PER IL TRATTAMENTO IN ACQUA PER LE PATOLOGIE NEUROMOTORIE.

(PRESSOFF.INFO) RIPATRANSONE, 10 GEN. - La fondazione Istituti Riuniti Cardarelli ha appena completato il primo stralcio di ristrutturazione  del nuovo centro realizzato per attività ludico-motorie e riabilitative prevalentemente per persone con disabilità. Nel nuovo centro è stata realizzata una piscina in cui verranno svolte le attività di ricerca dell’AIIEN Associazione Italiana Idroterapisti e Educatori Neonatali. Il merito della realizzazione di tale opera all’interno dell’Istituto Cardarelli è dovuto alla volontà di Paolo Barbizzi segretario della Fondazione che si è sempre prodigato a favore dello sviluppo di iniziative a favore dei disabili. Nei giorni 10 e 11 gennaio a dare avvio alle attività saranno presenti 10 professionisti provenienti da Sardegna, Sicilia, Puglia, Lazio, Abruzzo e Marche e un medico ricercatore della Sapienza per concludere un ciclo di alta formazione svoltosi a Roma a Dicembre 2013. La presenza di un centro di ricerca dell’AIIEN vuol dire portare nel paese di Ripatransone l’attenzione di medici, terapisti e ricercatori di varie università italiane che monitoreranno il lavoro svolto da idroterapisti e educatori neonatali su bambini con patologie neuromotorie. Le ricerche iniziate 4 anni fa da Mirco Fava e Luca Labianca hanno già raggiunto confini internazionali. Le ricerche sono state presentata all’Annual Meeting dell’America Academy of Orthopaedic Surgeon tenutosi a New Orleans a febbraio 2014 e nel giugno scorso al World Congress dell’International Society of Physical and Rehabilitation Medicine tenutosi a Cancun.    
Attualmente AIIEN gestisce tre centri di ricerca in Italia, oltre alle Marche sono sono presenti a Roma presso il Salario Sport Village e a Catania presso il centro Roga. L’AIIEN Nasce dalle esperienze riabilitative in acqua sviluppate dall’I.RI.Fo.R. di Ascoli Piceno in quasi 14 anni di attività e grazie all’impegno e alla determinazione del cav. Adoriano Corradetti presidente dell’Uniione Italiana Ciechi di Ascoli Piceno,  e dall’impegno di Mirco Fava che negli anni ha sviluppato il metodo I.Po.P. Idrostimolazione Polisensoriale Psicomotoria oggi insegnato attraverso un laboratorio pratico al corso di Fisioterapia dell’Università la Sapienza di Roma. Il metodo attualmente è stato acquisito dall’I.Ri.Fo.R. Nazionale di Roma che ne detiene l’esclusiva e si occupa della divulgazione in tutta Italia. Tutti i bambini che vengono inseriti nei protocolli di ricerca vengono misurati e classificati con appositi strumenti e registrati su un portale di riabilitazione nazionale realizzato con il contributo dell’I.Ri.Fo.R. in cui i genitori attraverso apposite password possono monitorare costantemente il processo riabilitativo del proprio bambino e oggettivare i risultati ottenuti. Tali dati, vengono organizzati ed elaborati da un comitato scientifico composto dai prof. Serco Z. Scalinci, oculista, ricercatore e docente all’università di Bologna, dr. Luca Labianca (presidente del comitato scientifico) ortopedico e medico dello sport, assegnatario di ricerca presso l’università la Sapienza di Roma Ospedale Sant’Andrea, e dal prof. Mario Castagnini Neurologo esperto nella riabilitazione neonatale, di fama internazionale. Il nostro centro di ricerca sarà un punto di riferimento importante per le famiglie con bambini disabili, non solo per quanto riguarda la riabilitazione in acqua, ma anche per le attività di prevenzione e riabilitazione neonatale, AIIEN infatti è partner dell’associazione ARC i nostri figli di Verona, uno dei più importanti centri di ricerca sulle cerebropatie neonatali. La fondazione offre a tutte le famiglie che ne fanno richiesta, valutazioni e prove gratuite.

ASCOLI/ 15 SINDACI: SPENDING REVIEW PER SICUREZZA SUL LAVORO PIU' EFFICIENTE

Giuseppe Amici, sindaco di Palmiano

"Meglio un ingegnere anziché un medico a dirigere il servizio Psal dell'Area vasta 5"

(PRESSOFF.INFO) ASCOLI PICENO, 10 GEN. - I sindaci di Roccafluvione, Montegallo, Palmiano, Monteprandone, Montemonaco, Venarotta, Ascoli, Monsampolo, Maltignano, Folignano, Appignano ed Arquata in una lettera inviata all'assessore regionale alla sanità, Almerino Mezzolani, al direttore Asur Marche, Gianni Genga, al direttore di Area vasta 5, Massimo Del Moro, nonché, per opportuna conoscenza, al presidente della Conferenza sindaci dell'Area vasta 5, Giovanni Gaspari, hanno inviato una proposta di riorganizzazione dell'assetto del servizio Psal, ovvero prevenzione e sicurezza negli ambienti di lavoro. A renderlo noto è in particolare il primo cittadino di Palmiano, Giuseppe Amici. "La proposta - spiega Amici - è mirata ad una miglior efficienza, adeguatezza e funzionalità per venire incontro ai bisogni di risparmio sulla spesa sanitaria complessiva regionale, ma è sviluppata anche nell'ottica di una gestione efficiente e competente dei bisogni dell'utenza del nostro territorio. Sulla base dell'attuale dotazione organica dei due servizi Psal dell'Area vasta, la presenza di tre dirigenti medici può essere considerata una sorta di dimensionamento più che soddisfacente dell'organico per quanto attiene alla disciplina sanitaria, visto che anche due soli dirigenti medici in Area vasta potrebberoagevolmente assolvere ai compiti ed alle attività che un siffatto Servizio prevede. Lo studio sulla dotazione organica e sui resoconti delle attività dei servizi Psal delle Marche dimostra che proprio le Zone con più medici in organico fanno riscontrare dati numericamente inferiori a quelli di altre Zone con meno medici. Ciò a riprova del fatto che suddette attività vengono svolte quasi esclusivamente dai tecnici in Servizio i quali, quindi, dovrebbero essere diretti da un tecnico, come logico che sia". "Come è noto - entra specificamente nel merito della questione Amici - il Servizio Psal delle Asssll è deputato al controllo ed alla vigilanza del rispetto della normativa per la sicurezza nei luoghi di lavoro. Le attività di un siffatto Servizio sono prettamente a carattere tecnico e non medico. Con ciò non si vuole intendere che i contenuti medici in questo settore non esistano, anzi ci sono e sono anche molto imprtanti, solo che sono preponderanti quelli di carattere tecnico. Si pensi alla verifica del rispetto della normativa nei cantieri edili, alla verifica della rispondenza delle macchine industriali ai requisiti essenziali di sicurezza previsti dalla normativa europea ed internazionale, alla verifica dei requisiti struttural dei luoghi di lavoro, alla valutazione dei nuovi insediamenti produttivi, alla gestione dell'antinfortunistica in generale, alla valutazione del rischio elettromagnetico nelle aziende, alla valutazione delle atmosfere esplosive ed alle procedure da adottarsi, alla verifica dell'implementazione dei modelli d'organizzazione e gestione previsti. Il problema fondamentale di molti dei Servizi SPSAL sparsi lungo tutta la penisola è che il Direttore del Servizio è un medico ma i contenuti delle attività sono prettamente tecnici e ciò è inconfutabilmente dimostrabile dai resoconti annuali disponibili a livello regionale. Inoltre, ciò che maggiormente colpisce è che la figura dell’Rspp, il Responsabile del Servizio di Prevenzione e Protezione nelle aziende è “per vocazione un tecnico cui dovrebbe logicamente corrispondere, quale interfaccia nella struttura pubblica, un soggetto con identica preparazione di base, cosa che invece non avviene. Pertanto, si potrebbe evocare con giusto diritto che il Direttore di tutto il Servizio fosse un tecnico anziché un medico. Si pensi all’alta incidenza dell’attività di questo Servizio sul territorio e sugli operatori del settore, in sostanza sulle imprese e sui lavoratori: si concorderà sulla necessità che esso dia sempre e costantemente risposte efficienti, certe e qualificate, nell’interesse di tutta la cittadinanza e del tessuto sociale. In buona sostanza appare alquanto forzato l’affidamento a profili medici della direzione di un settore estremamente tecnico come quello della vigilanza ed antinfortunistica nei luoghi di lavoro. Si potrebbe pensare di creare un settore all'interno del sistema sanitario esclusivamente tecnico deputato ai controlli della normativa antinfortunistica che è tecnica per definizione: ci sono alcune ASL in Italia dove questo avviene e, guarda caso, sono quelle più avanzate nel panorama nazionale. Quanto proposto permetterebbe, in maniera molto semplice, di poter risparmiare una quota considerevole di fondi. Si tenga conto del fatto che, comunque, un dirigente ingegnere di secondo livello (contratto nazionale Ccnl relativo alle figure Pta. ovvero professionali, tecnici, amministrativi) costa meno di un dirigente di secondo livello di tipo medico (parliamo dii circa 1500-2000 euro mensili) e quindi si genererebbe un notevolrisparmio per le casse regionali. Senza contare sul fatto che un eventuale concorso per medico direttore da assumere allo servizio Psal comporterebbe un aggravio di spesa annuale lorda per la ASL di Ascoli pari a circa 130 mila euro". "Tale risparmio - conclude - è perfettamente in linea con la spending review nazionale e, del resto, trattasi di un aspetto non trascurabile, dato il particolare momento economico". I sindaci auspicano che il tema venga inserito all'ordine del giorno della prossima Conferenza con l'obiettivo che possa essere condiviso da tutti i sindaci del territorio.