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sabato 10 gennaio 2015

ASCOLI/ 15 SINDACI: SPENDING REVIEW PER SICUREZZA SUL LAVORO PIU' EFFICIENTE

Giuseppe Amici, sindaco di Palmiano

"Meglio un ingegnere anziché un medico a dirigere il servizio Psal dell'Area vasta 5"

(PRESSOFF.INFO) ASCOLI PICENO, 10 GEN. - I sindaci di Roccafluvione, Montegallo, Palmiano, Monteprandone, Montemonaco, Venarotta, Ascoli, Monsampolo, Maltignano, Folignano, Appignano ed Arquata in una lettera inviata all'assessore regionale alla sanità, Almerino Mezzolani, al direttore Asur Marche, Gianni Genga, al direttore di Area vasta 5, Massimo Del Moro, nonché, per opportuna conoscenza, al presidente della Conferenza sindaci dell'Area vasta 5, Giovanni Gaspari, hanno inviato una proposta di riorganizzazione dell'assetto del servizio Psal, ovvero prevenzione e sicurezza negli ambienti di lavoro. A renderlo noto è in particolare il primo cittadino di Palmiano, Giuseppe Amici. "La proposta - spiega Amici - è mirata ad una miglior efficienza, adeguatezza e funzionalità per venire incontro ai bisogni di risparmio sulla spesa sanitaria complessiva regionale, ma è sviluppata anche nell'ottica di una gestione efficiente e competente dei bisogni dell'utenza del nostro territorio. Sulla base dell'attuale dotazione organica dei due servizi Psal dell'Area vasta, la presenza di tre dirigenti medici può essere considerata una sorta di dimensionamento più che soddisfacente dell'organico per quanto attiene alla disciplina sanitaria, visto che anche due soli dirigenti medici in Area vasta potrebberoagevolmente assolvere ai compiti ed alle attività che un siffatto Servizio prevede. Lo studio sulla dotazione organica e sui resoconti delle attività dei servizi Psal delle Marche dimostra che proprio le Zone con più medici in organico fanno riscontrare dati numericamente inferiori a quelli di altre Zone con meno medici. Ciò a riprova del fatto che suddette attività vengono svolte quasi esclusivamente dai tecnici in Servizio i quali, quindi, dovrebbero essere diretti da un tecnico, come logico che sia". "Come è noto - entra specificamente nel merito della questione Amici - il Servizio Psal delle Asssll è deputato al controllo ed alla vigilanza del rispetto della normativa per la sicurezza nei luoghi di lavoro. Le attività di un siffatto Servizio sono prettamente a carattere tecnico e non medico. Con ciò non si vuole intendere che i contenuti medici in questo settore non esistano, anzi ci sono e sono anche molto imprtanti, solo che sono preponderanti quelli di carattere tecnico. Si pensi alla verifica del rispetto della normativa nei cantieri edili, alla verifica della rispondenza delle macchine industriali ai requisiti essenziali di sicurezza previsti dalla normativa europea ed internazionale, alla verifica dei requisiti struttural dei luoghi di lavoro, alla valutazione dei nuovi insediamenti produttivi, alla gestione dell'antinfortunistica in generale, alla valutazione del rischio elettromagnetico nelle aziende, alla valutazione delle atmosfere esplosive ed alle procedure da adottarsi, alla verifica dell'implementazione dei modelli d'organizzazione e gestione previsti. Il problema fondamentale di molti dei Servizi SPSAL sparsi lungo tutta la penisola è che il Direttore del Servizio è un medico ma i contenuti delle attività sono prettamente tecnici e ciò è inconfutabilmente dimostrabile dai resoconti annuali disponibili a livello regionale. Inoltre, ciò che maggiormente colpisce è che la figura dell’Rspp, il Responsabile del Servizio di Prevenzione e Protezione nelle aziende è “per vocazione un tecnico cui dovrebbe logicamente corrispondere, quale interfaccia nella struttura pubblica, un soggetto con identica preparazione di base, cosa che invece non avviene. Pertanto, si potrebbe evocare con giusto diritto che il Direttore di tutto il Servizio fosse un tecnico anziché un medico. Si pensi all’alta incidenza dell’attività di questo Servizio sul territorio e sugli operatori del settore, in sostanza sulle imprese e sui lavoratori: si concorderà sulla necessità che esso dia sempre e costantemente risposte efficienti, certe e qualificate, nell’interesse di tutta la cittadinanza e del tessuto sociale. In buona sostanza appare alquanto forzato l’affidamento a profili medici della direzione di un settore estremamente tecnico come quello della vigilanza ed antinfortunistica nei luoghi di lavoro. Si potrebbe pensare di creare un settore all'interno del sistema sanitario esclusivamente tecnico deputato ai controlli della normativa antinfortunistica che è tecnica per definizione: ci sono alcune ASL in Italia dove questo avviene e, guarda caso, sono quelle più avanzate nel panorama nazionale. Quanto proposto permetterebbe, in maniera molto semplice, di poter risparmiare una quota considerevole di fondi. Si tenga conto del fatto che, comunque, un dirigente ingegnere di secondo livello (contratto nazionale Ccnl relativo alle figure Pta. ovvero professionali, tecnici, amministrativi) costa meno di un dirigente di secondo livello di tipo medico (parliamo dii circa 1500-2000 euro mensili) e quindi si genererebbe un notevolrisparmio per le casse regionali. Senza contare sul fatto che un eventuale concorso per medico direttore da assumere allo servizio Psal comporterebbe un aggravio di spesa annuale lorda per la ASL di Ascoli pari a circa 130 mila euro". "Tale risparmio - conclude - è perfettamente in linea con la spending review nazionale e, del resto, trattasi di un aspetto non trascurabile, dato il particolare momento economico". I sindaci auspicano che il tema venga inserito all'ordine del giorno della prossima Conferenza con l'obiettivo che possa essere condiviso da tutti i sindaci del territorio.

1 commento:

luigi carl ha detto...

Questa la lettera inviata da un cittadino al Presidente Napolitano nel 2010.

Salve Egregio Presidente,
Le mando queste brevi riflessioni perchè conosco la Sua sensibilità nei confronti del problema degli infortuni sul lavoro.
Come Lei saprà il Servizio di Prevenzione e Protezione nei Luoghi di Lavoro delle AASSLL è deputato al controllo ed alla vigilanza del rispetto della normativa per la sicurezza nei luoghi di lavoro.
Visti i Suoi continui richiami ed appelli alla Prevenzione antinfortunistica, Le segnalo come è lo status quo della prevenzione infortuni in Italia, quali siano le problematiche che rendono l'organo principale deputato alla vigilanza, cioè la ASL locale, praticamente "monco" sotto certi aspetti. Questo per cercare di ridurre un danno sociale enorme come quello degli infortuni sul lavoro che sta flagellando il nostro paese: non si può morire così facilmente a causa del lavoro! Non è senz’altro difficile illustrare quali siano le diseconomie, se così vogliamo chiamarle, presenti all'interno del sistema “ASL”, gli sprechi, e soprattutto la non competenza di dirigenti sanitari chiamati a dirigere, in molteplici AA.SS.LL. d’Italia, i settori tecnici di prevenzione e vigilanza territoriale. In buona sostanza appare alquanto forzato l’affidamento a profili medici della direzione di un settore estremamente tecnico come quello della vigilanza ed antinfortunistica nei luoghi di lavoro. Si potrebbe pensare di creare un settore, all'interno del sistema sanitario (Servizio di prevenzione e sicurezza negli ambienti di lavoro), esclusivamente tecnico deputato ai controlli della normativa antinfortunistica che è tecnica per definizione: ci sono alcune ASL in Italia dove questo avviene e, guarda caso, sono quelle più avanzate nel panorama nazionale ..... (esempio vari)
Le attività del Servizio di Prevenzione e sicurezza negli Ambienti di Lavoro (SPSAL) sono prettamente a carattere tecnico e non medico. Con ciò non si vuole intendere che i contenuti medici in questo settore non esistono, anzi ci sono e sono anche molto importanti, solo che sono preponderanti quelli di carattere tecnico.
Questo è il problema fondamentale di molti dei Servizi SPSAL sparsi lungo tutta la penisola: il Direttore del Servizio è un medico ma i contenuti delle attività sono prettamente tecnici e ciò è inconfutabilmente dimostrabile dai resoconti annuali disponibili a livello regionale. Inoltre, ciò che maggiormente colpisce è che la figura dell’RSPP (Responsabile del Servizio di Prevenzione e Protezione) nelle aziende è “vocazionalmente” un tecnico cui dovrebbe logicamente corrispondere, quale interfaccia nella struttura pubblica, un soggetto con identica preparazione di base, cosa che invece non avviene. Pertanto, si potrebbe evocare con giusto diritto che il Direttore di tutto il Servizio fosse un tecnico anziché un medico.
Si pensi all’alta incidenza dell’attività di questo Servizio sul territorio e sugli operatori del settore, in sostanza sulle imprese e sui lavoratori: si concorderà sulla necessità che esso dia sempre e costantemente risposte efficienti, certe e qualificate, nell’interesse di tutta la cittadinanza e del tessuto sociale.
In ultima analisi, allo scopo di evitare possibili proteste e rivalse di una categoria rispetto all’altra, sarebbe opportuno, a mio modesto avviso, anche per distinguere le funzioni tecniche da quelle sanitarie, le quali andrebbero poste su piani assolutamente paralleli e distinti tra loro (senza attuare una subordinazione di una funzione e/o competenza sull’altra, con gli attriti che deriverebbero a discapito dell’efficienza dei servizi all’utenza), separare queste funzioni rendendole assolutamente autonome.
Con ciò si risolverebbero numerose problematiche a vantaggio del “sistema della prevenzione”..
Se tuttavia una gestione unitaria deve essere fatta, allora è chiaro che il responsabile del Servizio va individuato in un dirigente tecnico, per le motivazioni su esposte.
PS - il Presidente rispondeva condividendo la proposta !!!